La musica ha dei confini fluidi. Questo lo sa bene il compositore Alessandro Perini (1983), da sempre coerente con una ricerca e uno stile che si muove tra composizione, attenzione al suono e espansione degli strumenti, quest’ultima ottenuta attraverso l’ausilio delle tecnologie, con creazione di dispositivi o interfacce tattili applicabili agli strumenti che diventano parte integrante della performance. Non fa eccezione Flyback, ultimissima realizzazione di Perini che ha avuto la prima esecuzione il 9 ottobre 2025 presso lo STPLN a Malmö, in Svezia, uno di quei posti frequentati da Perini con profitto e aderenza al suo pensiero, perché laboratorio che supporta artisti e designer nello sviluppo dei loro progetti. Per Flyback l’interesse di Perini è ritornato sul clarinetto, anzi su due clarinetti, fisicamente collegati attraverso un tubo in tre segmenti che unisce le due campane: due segmenti di colore verde sono tubi flessibili tipo quelli da irrigazione e sono in polivinilcloruro, mentre quello centrale di colore rosso è






