Dispiace parecchio venire a conoscenza della morte di Michael Tilson Thomas (1944-2026), direttore d’orchestra, pianista e compositore famosissimo in tutto il mondo per tante buone azioni fatte nel mondo musicale: la creazione della New World Symphony, il sostegno e la trasformazione di tante istituzioni orchestrali americane, la fondazione del festival American Mavericks (dedicato ai compositori contemporanei ‘rivoluzionari’), i didattici keeping score, i progetti di divulgazione musicale di alcuni compositori per i quali è rimasto nell’immaginario d’ascolto il leader incontrastato. Per chi segue la musica contemporanea sa benissimo che alcune perle della discografia internazionale portano la sua direzione: pensa a The Desert Music di Steve Reich con il Brooklyn Philharmonic Chorus, a Holidays Symphony/The Unanswered Question/Central Park In The Dark di Charles Ives con la Chicago Symphony Orchestra, a Coptic Light di Morton Feldman con la New World Symphony Orchestra, all’Harmonielehre di John Adams con la S. Francisco Symphony Orchestra.
Molti lo descrivono come una persona carismatica ed estroversa, un uomo che ha cercato di espandere i suoi interessi anche oltre la classica: pensate al jazz, con le riprese di Gershwin e di gente come John McLaughlin, di cui diresse il concerto per chitarra e orchestra, oppure al pop, dove orchestrò con la London Symphony Il Sogno di Elvis Costello, tutte iniziative portate avanti fin dove l’orecchio non diventava troppo distorto. Dopo l’epopea di Bernstein, Tilson Thomas era uno dei migliori in circolazione.






