Le eredità di Peter Ablinger sono vivissime più che mai. Sappiamo che compositori e musicisti hanno da tempo portato musica popolare o jazz all’interno delle chiese per sfruttarne spazialità o come strumento culturale, ma una faccenda un tantino più complicata è quella di far entrare in connessione nelle chiese musica, canto e ‘vita reale’. Non è un legame impossibile da trovare specie se tentiamo di far entrare nello spazio ecclesiastico testimonianze del mondo esterno usando mezzi che la possono rappresentare: pensiamo all’elettronica, per esempio, con la quale possiamo ‘congelare’ in un nastro o in uno strumento multitraccia dei soundscapes di qualsiasi tipo. La compositrice Joanna Bailie lo ha fatto per City Lines, un rarissimo incontro tra un coro di grandi dimensioni e una selezione di suoni portati su nastro e scelti da 280 registrazioni di campo fatte nella città di Oslo, dove ha vissuto stabilmente per circa 3 settimane.
La commissione in questione è nata per l’edizione






