Del compositore Huck Hodge fu il caso di parlarne all’epoca di una monografia del 2014 intitolata Life Is Endless Like Our Field Of Vision, pubblicata da New World Records (1). Hodge è un validissimo compositore statunitense che ha studiato con Fred Lerdahl e in Europa con Murail e Stroppa. E’ stato in Italia per le consuetudini del Roma Prize all’Accademia musicale americana e i suoi lavori godono di grande interesse perché Hodge dietro la musica ha sistemato una profonda ricerca filosofica e letteraria di cui evidentemente si nutre costantemente. Le sue partiture sono eccellenti e mostrano uno stile che si dipana in due visioni non sempre concomitanti: la prima visione è quella dell’aderenza ad un modello musicale in grado di restituire i caratteri somatici di un’immagine che ci presenta delle ‘aperture’ miste di luce e oscurità, dove il tempo cronologico viene completamente rifiutato in favore di un’acquiescenza che






