C’è una considerevole attenzione della composizione musicale contemporanea verso il concetto di “bionico”. Il motivo è che l’umanità si sta indissolubilmente legando alla tecnologia ma non tutti percepiscono questo legame alla stessa maniera. Se è vero che molti compositori distruggono persino qualsiasi antefatto che possa in qualche modo relazionare i due mondi, ce ne sono molti altri che invece vedono la tecnologia come un potente elemento di nuova simbiosi organica tra l’uomo e la macchina e ne studiano le relazioni. ‘Bionico’ vuol dire protesi, sensori mioelettrici, interfacce cerebrali, ma anche applicazione di dispositivi sugli strumenti musicali o creazione di una rete di interventi ibrida ed elettroacustica. Su quest’ultimo aspetto il compositore, percussionista e sound artist polacco Qba Janicki (1989) ci offre un eccellente esempio di come intervenire sulle architetture del suono: Bionic Environments, CD per Kairos che accoglie la performance dal vivo di circa 40
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