Giacomo Salis: Act of seeing

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foto Lodovica De Vivi

Sviluppare un percorso artistico significa anche muoversi in luoghi concludenti e più ricettivi. I trasferimenti nell’arte sono funzionali al soddisfacimento dei bisogni più intimi di un’artista. Per il percussionista Giacomo Salis non sembra essere differente la questione poiché da marzo scorso non è più nella sua Sardegna ma a Venezia in quanto neo assunto alla Fondazione Archivio Luigi Nono, una circostanza che gli permette ora di coltivare progettualità collaterali utili per fare ulteriori salti di qualità della musica.

Ci siamo incontrati qualche giorno fa nella cornice della Biennale, in concomitanza con la produzione di Act of seeing, un progetto di ricerca timbrica del 2023 che Salis ha approfondito tramite un’associazione legata alla Casa Michelotto Pastor, che nei suoi accoglienti edifici sta ospitando la prima stagione di concerti ed eventi musicali. Per il suo concerto del 26 ottobre scorso Salis ha semplicemente messo in contatto il suo modo di operare in musica con alcune idee pescate dal cinema sperimentale e dalla pittura (altri sedimenti che il percussionista ama):

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.