Prematura scomparsa di Sei Miguel, uno dei musicisti più importanti emersi dalla scena jazz e improvvisata portoghese degli ultimi 20 anni. Nel 2014 ne misi in evidenza le caratteristiche positive e la verve creativa non condizionata dal mondo musicale jazzistico (gli abbonati possono leggere qui). Con la sua pocket trumpet Miguel proponeva una sorta di strana e ‘pigra’ improvvisazione senza padroni, un’improvvisazione piena di sfumature e in barba agli idiomi; una ‘pigrizia’ si è rivelata anche nella sua discografia, davvero molto circostanziata se riferita alle normali propaggini discografiche di un jazzista o improvvisatore. I suoi erano giardini dell’introspezione di cui apprezzare le singolari qualità, legamenti ed espansioni moderne del materiale, connubi tra spazio e silenzio, pianeti di una coscienza da decifrare, qualcosa che lavori come The Tone Gardens (Creative Sources 2005), Salvation Mode (Cleen Feed 2014), The Original Drum (Clean Feed 2023) o Panorama (ezz-thetics 2024) ci fanno comprendere bene. Sei ha suonato praticamente con tutta la crema dell’improvvisazione portoghese, in molti casi consegnandoci ruoli che potevano appartenere a compositori e attivandosi per relativizzare forme congiuntive del comporre, come si intuisce in Asterion, Sentinella o nei pezzi del suo Carro de Fogo: in breve, un ‘mondo’ da scoprire partendo da una piccola tromba tascabile.
RIP Sei Miguel (1961-2025)






