Il duo Bertoni/Leonardi al Jazz agli Orti

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Domenica 14 dicembre sono stato spettatore di una peculiare seduta di improvvisazione libera grazie al duo Antonio Bertoni e Stefano Leonardi, una performance che è nata nella cornice della rassegna Jazz agli Orti curata da Nazim Comunale a Reggio Emilia. Su queste pagine ho più volte rimarcato il valore di Bertoni e Leonardi, che ritengo abbiano già lasciato negli ultimi 10/20 anni lavori musicali e discografici significativi: Bertoni ha pubblicato nel 2013 un incredibile e accecante CD per Leo Record per solo contrabbasso [1/2 h(our) drama], nel 2018 un seducente CD di ricerca con sintetizzatori, oggetti ed enfasi sul violoncello (Terre Occidentali) e subito dopo ha imbastito la serie degli Ongon pescando con fascino nei rituali, negli strumenti e nelle intrusioni etniche; Leonardi, invece, è stato portavoce della riscoperta di Thomas Chapin in un quartetto italo-svizzero che pubblicò Conversations with TC e ha promosso con un’impressionante fioritura di applicazioni flautistiche la filosofia del vento in Aura, un CD Leo R. del 2020 (1).

Nel 2021 i due musicisti hanno deciso di impostare un progetto in duo, cominciato con Viandes, una produzione in cassetta curata dall’etichetta discografica texana Astral Spirits, poi il bis è stato offerto lo scorso anno con Fuoco Sacro, pubblicato per Aut R. (2). Ingenuamente mi aspettavo dei repêchages di questi due lavori, invece lo spettacolo al secondo piano del Centro Sociale Spallanzani ha coordinate totalmente libere e gestite con una parte degli strumenti musicali a cui i due hanno posto attenzione nel loro percorso artistico: Bertoni si è diviso tra guembri, un waterphone, un violoncello amplificato e un piccolo set percussivo (rullanti e piatti), mentre Leonardi ha portato con sé il consolidato flauto traverso e alcuni flauti tradizionali che fanno parte della sua collezione, alcuni di essi antichi e pastorali, altri richiamanti popoli e consuetudini come un flauto antichissimo in alabastro, un organo a bocca pentatonico di origine orientale, lo xun cinese che ha la forma di un uovo, un flauto squillante che Leonardi ha sentito in alcuni eventi festivi in Turchia.
Il concerto ha una forza introspettiva, non solo ha il potere di catapultare l’ascoltatore in un’altra dimensione d’ascolto; si costruisce su una forma astratta, suscita plurime associazioni di pensiero, una sequela di estensioni del pensiero che si realizzano su diverse combinazioni strumentali e che convogliano i principali nuclei stilistici dei due musicisti, da una parte Bertoni, con la sua energia misteriosa che si spinge nella bussola dei rituali, del continuo e della calcificazione rumorosa dei suoni, dall’altra Leonardi, la cui musica è al nocciolo un gianicolo di figurazioni, molte di esse tradizionali. In tutte le combinazioni si possono apprezzare eventi notevoli come l’uso assolutamente non convenzionale del violoncello da parte di Antonio, mani e archetto produttori di benessere, o le tecniche estensive che Stefano usa per molti dei suoi flauti. Se fosse un dipinto, il colore predominante sarebbe un marrone o forse un giallo ocra.

Il risultato di questo incontro chiedeva allora un’attenzione particolare, qualcosa che il pubblico presente ha dimostrato di avere, seguendo con silenzio e rispetto quasi un’ora di esibizione profusa con le caratteristiche menzionate prima e applaudendo con convinzione alla fine del concerto. Una fortuna esserci per loro e per me!

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Note:
(1) Tutti questi lavori discografici sono documentati su Percorsi Musicali (fate una ricerca con la lente di PM per trovare le recensioni che ho fatto all’epoca delle pubblicazioni).
(2) Per Viandes ho scritto le liner notes e ottenuto ulteriori chiarimenti da Leonardi (leggi qui), mentre per Fuoco Sacro puoi leggere la bella recensione di Eyal qui.

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.