Le nuove generazioni compositive italiane: Maria Vittoria Agresti

0
1925

Nella bellezza delle sfumature della lingua italiana si annidano significati solo apparentemente simili. Pensate al concetto della ‘trasmutazione’ che può essere affiancato a quella della ‘trasformazione’ o, andando oltre, della ‘trasfigurazione’: per queste 3 parole una differenza c’è, poiché l’atto del trasmutare richiama la chimica, la biologia o lo spirituale, mentre il trasformare implica un cambiamento più generico di stato; trasfigurare, poi, ci porta nelle rivelazioni dei significati profondi delle modifiche.

Non è un caso che Maria Vittoria Agresti (1996) abbia iniziato il suo ciclo compositivo con un pezzo chiamato proprio Trasmutazioni, un sestetto d’archi condotto da Pasquale Corrado nel 2021. In un realtà universale in cui sono palesi il dualismo e le pluralità contrapposte, si possono cogliere molte sfumature intermedie e Agresti ha capito benissimo

Articolo precedenteIl duo Bertoni/Leonardi al Jazz agli Orti
Articolo successivoKelsey Mines: two different duos
Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.