Eclat festival 2026: Hear it coming

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Per l’Eclat 2026 la direzione artistica sposa a livello tematico le criticità politiche ed esistenziali che stanno coinvolgendo il mondo. Hear it coming è la formula riassuntiva che è stata trovata per il festival, un’abbreviazione di una frase di David Bowie allorché dichiarò che “…the future belongs to those who can hear it coming…”. Come possiamo agire di fronte allo scempio umano e culturale? Su cosa dobbiamo creare le nostre aspettative? Quale musica scegliere? Sulla base di queste domande viene impostato un palinsesto che prevede 16 concerti, installazioni, dibattiti, aperture all’elettronica sia accademica che vicina alle tecnologie dei dj e dei club, nonché viene introdotta una novità per i bambini della scuola primaria che si fonda su alcuni appuntamenti musicali creati funzionalmente per loro (teatro, trasformazioni musicali, etc.).

  Come sempre ci saranno anteprime mondiali su cui dedicare interesse, nell’ordine pezzi di Hans Thomalla, Kirsten Reese, Andreas Eduardo Frank, Lin Korobkova, Oxana Omelchuk, Malin Bang, Arnulf Herrmann, Samir Odeh-Tamimi, Alvaro Carlevaro, Bernhard Gander, Aida Shirazi, Malte Giesen, Margareta Ferek-Petrić. Quanto agli italiani, saranno eseguite composizioni di Francesca Verunelli e dell’Ensemble Azione Improvvisa, della prima Songs & Voices, un pezzo che fa parte di un ciclo ispirato ad alcuni paradossi del canto, dei secondi ci sarà Über Roboter und andere Menschen, creazione di un concerto narrativo per i bambini su musica di Lanza e con trasformazioni elettroniche degli strumenti. Azione Improvvisa eseguirà anche in anteprima pezzi di Lanza, Borzelli, Bertelli e Perrocco in un concerto successivo.

Ai fini del tema impostato dalla direzione artistica rivestono particolare significato i due concerti dedicati ai giovani compositori che provengono dall’Europa dell’Est, ai confini delle zona autocratica russa (senza specificare la nazionalità si intuisce che si parla di compositori ai limiti geografici della Lituania, forse Bielorussia?) e poi di quelli che vengono dall’ex Jugoslavia, un ambito compositivo molto valido e richiesto negli ultimi tempi. E senza dubbio, un indice di apertura mentale si trova anche nei concerti che girano intorno ai soggetti più tartassati dalla società (il mondo queer nel concreto). Ad ogni modo l’idea globale è quella di un festival di ‘resistenza’, con argomenti che proseguiranno anche nel 2027.

Per il programma completo e dettagliato vai a questa pagina del festival.

L’ECLAT Festival ha una copertura radiofonica molto estesa, principalmente grazie alla partnership storica con l’emittente tedesca SWR (Südwestrundfunk), perciò anche quest’anno si potranno ascoltare alcuni concerti alla SWR Kultur e molti di essi guardarli in streaming tramite una pagina dedicata sul sito del festival (qui).

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.