Spesso nella composizione ci si chiede cosa fare con i suoni. Senza essere tacciati di necessità pleonastiche, la ricerca di una trama sonora assorbe moltissimo il lavoro di un compositore, soprattutto quando si spinge l’analisi su strutture sperimentali che insistono sulla percezione dell’ascoltatore. Per il giovane compositore e pianista Antonio Luigi La Spina (1991) questo compito è essenziale, perché egli ha proprio basato il suo stile su una ricerca microscopica dei suoni capace di essere organizzata secondo criteri personali di evoluzione delle strutture formali e tecnologiche.
Il percorso formativo di La Spina è di tutto rispetto, compiuto secondo un piano che sembra aver privilegiato in prima istanza il pianoforte, con il diploma in pianoforte a pieni voti al conservatorio di Sassari, ma in realtà con uno stimolo fortissimo alla composizione grazie agli insegnamenti preziosi di Momi e alle specializzazioni ottenute in varie istituzioni importanti europee. La






