Nel dipinto Le due sorelle di Felice Casorati si vedono due figure femminili, una vestita con un libro chiuso alla sua destra su un tavolino pensile, l’altra nuda con un libro aperto alla sua sinistra sistemato su un’altra base d’appoggio (vedi qui). Il quadro vuol produrre una profonda metafora della vita, una che sa riconoscere le azioni compiute all’interno di essa, perché la sorella vestita con il libro chiuso rappresenta la donna inserita nella società, nella cultura e soprattutto nelle convenzioni, mentre la sorella nuda e il libro aperto rappresentano l’innocenza del vissuto, il vivere fuori dagli schemi sociali e alla giornata. Mentre la sorella vestita è il simbolo della codifica, del sigillo delle abitudini, la sorella nuda è l’esposizione della ricchezza delle conoscenze perpetue, senza la maschera del ruolo sociale.
Abbiamo imparato che l’improvvisazione è un sistema che dura lo spazio in cui si compie, non c’è un ‘prima’ o un ‘dopo’, tutto si concentra nel momento e assomiglia ad una pagina che scorre come diario di un presente che è molto simile al libro della sorella nuda di Casorati. Questa condizione che sembra offrirsi alla vulnerabilità è esattamente il tesoro dell’improvvisazione libera, che si manifesta come una pagina aperta sulle molteplicità. Ho citato Casorati perché so che il sassofonista soprano Gianni Mimmo è un grande estimatore di questo pittore e nel progetto in trio Clairvoyance, con Silvia Corda al pianoforte e Adriano Orrù al contrabbasso, il mondo ideale di Casorati si raccorda benissimo con le sue conoscenze pittoriche.
Chapters of a Day è il nuovo CD che il trio ha appena pubblicato per Rosebud Relevant, l’ultima etichetta discografica creata da Mimmo, e contiene 3 pezzi che incorniciano un concerto che il trio ha fatto nello spazio dell’Auditorium di Piacenza di via S. Eufemia nel febbraio del 2025, un luogo che una volta era una chiesa barocca, ora sconsacrata e gestita da una fondazione; i tre musicisti si sono riuniti per ricordare la memoria del caro amico Artemio Cavagna e non potevano omaggiarlo meglio di così, con una performance eccellente che mette in evidenza aree di confluenza straordinariamente efficaci, in cui i tre musicisti sviscerano le loro qualità: in As Pages Drift, la seconda parte dell’improvvisazione è semplicemente stupenda con interventi non convenzionali, una fase che inizia con degli armonici sontuosi di Gianni, seguiti da un’escursione fisica nel pianoforte di Corda (ronzii e altre ‘espansioni’ sonore ottenute con oggetti); qualcosa di simile succede nella successiva title track, introdotta da un lungo, bellissimo assolo al contrabbasso di Orrù, frutto di tecniche che privilegiano una texture libera e percussiva (pizzicati, colpi con l’archetto e sul corpo dello strumento, etc.) ma perfettamente inserita in un paradosso d’insieme: non appena c’è la ricongiunzione Mimmo e Corda colgono al volo e sviluppano con tanta creatività quel clima speciale che si è creato e lo fanno con ulteriori stratagemmi estensivi. E’ incredibile come ci sia un affiatamento quasi innato tra i tre musicisti e, a mia memoria, non ricordo analoghi trii per sax soprano/pianoforte/contrabbasso così riusciti nella libera improvvisazione, in alcuni momenti sembra di assistere a composizione istantanea protratta al suo stato più puro e mimetico. Nella finale After the Stirring, gli interventi dei tre musicisti si fanno più dinamici e ossessivi, con un fraseggio pianistico dibattuto, il parossismo del soprano e la pulsione speculativa del contrabbasso.
Ciò che colpisce in questo nuovo lavoro del trio è l’incremento sempre più consistente dell’approccio sulle tecniche. C’è un ragionamento incisivo su come realizzare musica con le estensioni, c’è qualcuno che ne fa uso esclusivo usandolo come forma, altri che preferiscono mediare con strutture più tradizionali, altri che le detestano; nel caso di Mimmo-Corda-Orrù c’è la consapevolezza che le tecniche non convenzionali vanno usate nel modo e nel momento giusto accedendo come garanzia accessoria al suono e alle fasi di sviluppo dell’improvvisazione. E’ questo il vero volto della creazione musicale che non dobbiamo dimenticare (un monito anche ai compositori a non pensare acriticamente solo all’ottenimento di nuovi suoni) per essere in sintonia con la donna del libro aperto di Casorati: questa è una dimensione che contribuisce a non affievolire il carattere misterioso e imprevedibile di una personalità musicale (il trio) intenta a specchiarsi nel tempo e nell’esistenza, come succede a tutti coloro che cercano di sfogliare le pagine della propria vita giorno per giorno, senza soluzione di continuità.






