Paolo Geminiani: String Quartets

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Nel dialogo finale tra Marco Polo e l’imperatore Kublai Kan che si trova in Le città invisibili di Italo Calvino, la conclusione è che il ‘puro’ e ‘vitale’ spesso si trova all’interno di una realtà degradata o culturalmente secondaria. Si scoprono perle singolari, che sono uno sforzo che si compie per non assuefarsi alla mediocrità dell’ambiente, sprazzi di bellezza, di valore e di forza espressiva. E’ su questa riflessione che mi sento di paragonare la musica del compositore Paolo Geminiani, di cui è stata appena pubblicata una monografia sulla sua ampia produzione per quartetti d’archi. Nato nel 1960, Geminiani è sempre stato un talento stimatissimo dai colleghi e addetti ai lavori, con una solida carriera accademica e tanti riconoscimenti, ma non si è esposto molto nella divulgazione delle sue opere, è stato riservato nonostante avesse tutte le carte in regola per conseguire un’ampia notorietà anche presso l’audience meno preparata; oggi insegna a Cesena Teoria dell’armonia e analisi, dove trasmette alle nuove generazioni la sua profonda conoscenza analitica e strutturale della musica (1).

String Quartets è la monografia pubblicata per l’etichetta Phasma-Music, fondata e diretta dalla flautista polacca Iwona Glinka e dal

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.