Michel Portal

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Trio Michel Portal - Lionel Loueke - Christi Joza Orisha at INNtöne Jazzfestival 20121, Source Own work Author Schorle, Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

Impossibile non riconoscere l’importanza di Michel Portal (1935-2026). La sua è una figura essenziale che si affaccia sulla storia dei clarinetti e dei sassofoni, sull’interpretazione classica, sulla nascita del free jazz francese, sull’emancipazione matura della musica popolare dai cliché creati per mancanza di autenticità. Portal ebbe luce negli anni sessanta quando tutti questi eventi erano al massimo del loro fulgore e della loro coerenza: pur provenendo da una formazione classica il francese intuì le potenzialità del genere già nel suo tempo, allungando immediatamente la prospettiva con lavori di interpretazione di Berio, Globokar, Stockhausen e soprattutto Boulez, diventando il depositario prediletto di Domaines. Nel jazz, diede nuovo vigore sperimentale al clarinetto facendosi notare come uno dei primissimi specialisti del clarinetto basso, superando persino quanto fatto da Eric Dolphy fino a quel momento, ma anche in questo genere la vista fu subito lunga, adoperata per uno smistamento pratico e teorico sul primo free possibile in Francia nell’era di François Tusques. Tra le molte aggregazioni dell’epoca è impossibile non ricordare per Portal la creazione del New Phonic Art, un collettivo d’avanguardia fondato a Parigi nel ’69 imbastito su una filosofia che si rifaceva al linguaggio dei seminari di Darmstadt ma demonizzandone l’impronta accademica (andatevi a riascoltare Begegnung in Baden-Baden, 1971).
Non è certo l’unica testimonianza di una libertà espressiva dogmatica già in quegli anni e altre se ne ricavano dal punto di vista discografico: Portal offre una voce free jazz autenticamente europea sui clarinetti e i sassofoni come già affermai in un mio passato articolo sull’origine del free jazz e dell’improvvisazione libera francese (gli abbonati lo possono leggere qui) e la sua riflessione si completò anche alla luce dello sfondo culturale della Francia di quegli anni, periodo in cui la musica popolare era un fiume in piena grazie agli chansonniers, ad uno stile di canzone popolare maturo, nonché all’esplorazione delle tradizioni musicali di tutto il paese. Sotto quest’ultimo aspetto unì due mondi, da una parte l’impulso esuberante della musica popolare francese e dall’altra le cognizioni del mondo improvvisativo, alla ricerca di nuovi suoni e connubi strumentali: Chateauvallon 23 Août 1972 o il celebre album solista Dejarme! del 1979 invitano ad un ascolto senza precedenti ed ancora oggi molto accattivante.

Ad un certo punto, su Portal prevalse l’istinto classico e jazzistico, con poca ridondanza per l’esplorazione libera e contemporanea, tuttavia restando attrattivo con operazioni musicali (Galliano, Vitous, Meyer ed altri) caratterizzate sempre da improvvisazioni audaci, irregolari, particolarmente forbite sui registri estremi degli strumenti.

RIP Michel Portal

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.