Essere eclettici molte volte non significa disperdere le forze e la creatività. Effetti positivi nella variabilità degli interessi artistici si possono ottenere con una sintesi metodologica che sia in grado di fare una cernita dei difetti di ciascuna disciplina o genere, spingendo allo stesso tempo sulle vere potenzialità dedotte sugli aspetti positivi. Per Benedetto Boccuzzi, pianista, compositore e musicista la cui ricerca è stata sempre ampia e segnata da una solida formazione accademica, si potrebbe costruire un encomio che si spalma su tutte le aree musicali praticate, a partire da quella della musica classica e antica, continuando per la modernizzazione musicale del Novecento e arrivando alla composizione cosiddetta contemporanea (scritta e improvvisata). Boccuzzi ha saputo mettere in pratica una strategia che supera i confini dei generi, soprattutto riversando l’approccio esperienziale nell’interpretazione e la performance dei brani, siano essi classici che improvvisati, in nome di una versatilità non






