In Italia si è forse parlato troppo poco del compositore, pianista e artista visivo Giuseppe Chiari, scomparso nel 2007. Chiari è stato una delle figure più interessanti dell’avanguardia del secondo Novecento e il suo pensiero ha creato le condizioni per la caduta dei confini tra musica, azione scenica e l’area dell’arte visiva. Era un ingegnere e matematico che ad un certo punto entrò nel mondo della musica e dell’arte secondo un’inclinazione ben precisa, sostenuta insieme ad altri intellettuali dell’epoca, una che lo ha visto a pieno titolo virare nella rete internazionale del Fluxus di cui condivideva la concettualità, l’ironia e lo spirito politico. Si dà il caso che quest’anno ricorre il suo centenario (era nato il 1926) e una celebrazione è stata per fortuna programmata dal Centro di Ricerca musicale che sostiene il festival di AngelicA a Bologna, insieme al MAMbo, il museo d’arte moderna di Bologna, e alla Fondazione Bonotto, istituzione culturale focalizzata da sempre sul movimento artistico del Fluxus: si tratterà di 3 concerti che si terranno il primo il 28 maggio (domani), gli altri due il 26 settembre prossimo, eventi non solitari ma inseriti nel contesto di una bellissima retrospettiva dell’artista che sarà curata da Lorenzo Balbi (il direttore del MAMbo) e Mario Chiari (il figlio del compositore, custode del patrimonio paterno) dal titolo “Giuseppe Chiari 1926 – 2026. Partitura per un museo”, con un’esposizione che accoglierà documentazione fotografica, lettere, locandine di eventi, manifesti, partiture musicali dalla natura visiva, opere realizzate con ritagli di giornale o interventi pittorici, proiezioni delle performance di Chiari (una molto famosa, anche a livello fotografico, è stata quella di Gesti sul piano) e tracce audio che risuoneranno negli spazi del museo con momenti di interazione dei presenti.
Il comunicato stampa che ho ricevuto da A Buzz Supreme così recita:
Compositore e improvvisatore, artista concettuale e teorico, Giuseppe Chiari ha segnato fortemente, con il suo pensiero filosofico e artistico, la scena musicale internazionale degli anni sessanta e settanta. Nel 1962 è l’unico italiano a entrare a far parte di Fluxus come membro ufficiale: nel primo festival del movimento (Wiesbaden settembre ’62), Frederic Rzewski eseguì i suoi Gesti sul Piano, e il primo Fluxyearbox assemblato da George Maciunas conteneva la partitura di La Strada (eseguita a dicembre ’64 da Cornelius Cardew e Robin Page all’ICA di Londra), una busta con vari foglietti descriventi una serie di rumori derivanti da azioni (“lo scrivere di una penna sulla carta” “il suono melanconico di un oboe” “il rumore della folla a una partita di calcio” ecc.), che prevalentemente “devono venire solo annunciate, lasciando allo spettatore immaginare i fatti auditivi che comportano”, mentre “solo alcune, poche possono essere eseguite”. Sull’opera di Chiari scrive Massimo Simonini, presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire: “…l’apparente astrattezza ci rivela (poi) e rappresenta un disegno nitido, un pensiero preciso, chiarissimo… frutto di una visione, frutto della creazione.”
Se la mostra storicizza l’autonomia critica di Chiari rispetto a Fluxus e alle avanguardie, è attraverso la sua musica che il percorso espositivo si trasforma in una partitura viva: un’indagine trasversale dove il segno grafico si fonde incessantemente con il gesto e il suono.
L’inaugurazione di giovedì 28 maggio vedrà protagonista il celebre pianista olandese Reinier van Houdt, che alle ore 19.00 eseguirà INTERVALLI (1950 – 1956), opera seminale che anticipa la stagione delle avanguardie. Il programma musicale culminerà poi sabato 26 settembre 2026, compleanno e centenario di Giuseppe Chiari nato il 26 settembre 1926, in chiusura della mostra, con due appuntamenti celebrativi (ore 17.00 e 19.00) dedicati all’esplorazione del suo immenso lascito sonoro, riletture a opera di Agnese Toniutti e del duo Chiara Saccone & Deborah Walker.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a conferma del valore scientifico e storico di questa operazione culturale.
Opening a ingresso libero: Giovedì 28 maggio 2026, ore 18.00 – 21.00
Periodo mostra: 29 maggio – 27 settembre 2026
Sede: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Via Don Minzoni 14
un ciclo di concerti con la musica di Giuseppe Chiari
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
in collaborazione con
AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
e con
Fondazione Bonotto
Bologna, 28 maggio + 26 settembre 2026
28 maggio 2026 – ore 19.00 – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sala delle Ciminiere
Reinier van Houdt (Olanda) in occasione dell’opening della mostra “Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo”
INTERVALLI (1950 – 1956); per pianoforte
Reinier van Houdt pianoforte
musiche di Giuseppe Chiari
26 settembre 2026 – ore 17 e 19.00 – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna –
Sala delle Ciminiere
ore 17.00
Agnese Toniutti (Italia)
Agnese Toniutti pianoforte, pianoforte giocattolo
musiche di Giuseppe Chiari
ore 19.00
Chiara Saccone & Deborah Walker (Italia)
Chiara Saccone pianoforte, oggetti; Deborah Walker violoncello, oggetti
musiche di Giuseppe Chiari
Vorrei ricordare che






