Tante belle indicazioni provengono da Loo(p)cy, prima monografia ufficiale del compositore e musicologo Luigi Manfrin (1961) che è stata pubblicata da Kairos R.. Manfrin ha studiato con Franco Donatoni ma di lui ha conservato il rigore analitico delle partiture poiché a livello estetico le differenze sono vistose. Lo stile di Manfrin potrebbe essere definito come ‘forma in divenire’, è flusso transizionale che scaturisce dall’evoluzione del suono stesso, un suono che si trasforma, si espande e si logora nel tempo in senso verticale e da questo punto di vista ha affinità con quella parte della composizione che ha analizzato i modelli acustici per ricavare nuova materia armonica. Nella musica di Manfrin c’è un ritmo oscillatorio che si impone, strutture di ripetizione che si susseguono, ma nessun indizio o traccia di minimalismo o di regolarità dei loops, la partitura è in evoluzione continua, le riprese mai uguali a quelle






