Ha una sua particolarità l’album monografico The Lost Horizon di Martino Traversa, pubblicato dall’etichetta KAIROS, che raccoglie selezioni compositive in possesso di una logica ben precisa. Rispetto alle altre monografie pubblicate da Traversa, The Lost Horizon ha l’esigenza di riflettere un approfondimento stilistico del compositore che si vuole mantenere come definitivo: come affrontare il frammentismo post-strutturalista del secondo novecento e intraprendere una solida ricostruzione dello spazio compositivo?
Traversa è sempre stato piuttosto caustico nel valutare il futuro della musica contemporanea e la domanda appena posta non è altro che il frutto di una profonda analisi del ruolo del compositore del ventunesimo secolo. Nelle note del CD Martino dichiara:
“…mi sono sempre chiesto se la cosiddetta musica “classica” dovesse finire con l’ultimo frammentismo di Nono e un soffio di Sciarrino: quella strada non porta più oltre. Penso che oggi sia più importante ricostruire; questo è auspicabile e necessario e non può più essere rimandato. […] arriva un momento in cui bisogna ricostruire, e questa è la più grande difficoltà che un compositore possa trovarsi ad affrontare oggi…“.






