Su una teoria del ‘disagio’: Keiji Haino

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Keiji Haino_image 3_ph_Kazuyuki Funaki

Il 2026 vedrà con sorpresa assegnare il Leone d’oro della principale rassegna contemporanea d’Italia a Keiji Haino. Nella motivazione che accompagna il prestigioso premio si parla di un’artista svincolato da appartenenze stilistiche, eterogeneo nel tipo di musica proposto, capace di costruire una performance che è funzione di una visione basata sull’esperienza corporea, una che è primordiale, catartica e rivelatrice di una presenza. A Venezia sembra che Haino godrà anche di un omaggio che per la prima volta esce fuori dai confini del Giappone, ossia un documentario sui suoi processi creativi che il regista Kazuhiro Shirao preparò per lui nel 2012.

La figura di Haino è in voga e apprezzata da molto tempo, specialmente in certi ambienti musicali, tuttavia non è scevra da critiche. Ciò che viene dibattuta è la natura innovativa della sua musica, per la maggior

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.