Nel lotto di compositori slavi andati a perfezionarsi in Germania l’influenza del pensiero su come realizzare strategicamente nuova musica è stato determinante ai fini della costituzione di uno stile. Nel percorso formativo di Nina Šenk (1982) insegnanti come Matthias Pintscher e Lothar Voigtländer sono stati delle guide fondamentali per comprendere come affrontare in maniera solida la complessità di certe trame dell’avanguardia musicale, affiancandosi ad una preparazione accademica non troppo rigida fatta a Lubiana con Pavel Mihelčič. Delle qualità di Šenk gli addetti ai lavori se ne sono subito accorti quando già tra il 2010 e il 2011 la compositrice slovena compose un paio di pezzi che mostravano molta maturità nell’abbinamento tra orchestra d’archi e strumento solista [si trattava di The Journey (fisarmonica) e Dialogues & Circles (tromba)]: una scrittura curata nella trama e nel colore orchestrale che inaugurò un generalizzato apprezzamento riposto nel virtuosismo della gestione della forma, uno in cui l’ascoltatore non perde mai il filo






