Nina Šenk: la sua musica e l’ultima monografia col legno

0
101
photo Bor Dobrin

Nel lotto di compositori slavi andati a perfezionarsi in Germania l’influenza del pensiero su come realizzare strategicamente nuova musica è stato determinante ai fini della costituzione di uno stile. Nel percorso formativo di Nina Šenk (1982) insegnanti come Matthias Pintscher e Lothar Voigtländer sono stati delle guide fondamentali per comprendere come affrontare in maniera solida la complessità di certe trame dell’avanguardia musicale, affiancandosi ad una preparazione accademica non troppo rigida fatta a Lubiana con Pavel Mihelčič. Delle qualità di Šenk gli addetti ai lavori se ne sono subito accorti quando già tra il 2010 e il 2011 la compositrice slovena compose un paio di pezzi che mostravano molta maturità nell’abbinamento tra orchestra d’archi e strumento solista [si trattava di The Journey (fisarmonica) e Dialogues & Circles (tromba)]: una scrittura curata nella trama e nel colore orchestrale che inaugurò un generalizzato apprezzamento riposto nel virtuosismo della gestione della forma, uno in cui l’ascoltatore non perde mai il filo

Articolo precedenteJames Blood Ulmer
Articolo successivoL’ecatorf di Sergio Fedele all’Asolo Art Film Festival
Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.